Orto: lavori estivi da fare

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A differenza del giardino, che può avere una discreta autonomia, l’orto richiede in estate un‘attenzione continua, tanto da non poter essere trascurato per più di due o tre giorni. Solo con una regolare manutenzione i raccolti saranno abbondanti e di buona qualità.

Quando e come innaffiare

La distribuzione dell’acqua va fatta adattando frequenze, dosi e quantità alle esigenze specifiche delle colture.
Per esempio, le cucurbitacee (anguria, cetriolo, melone, zucchine), le solanacee estive (melanzane, peperoni e pomodori) e le verdure da foglia (bietole, lattughe) hanno elevate esigenze idriche soprattutto nelle fasi di crescita iniziale.
Gli ortaggi da bulbo e radice (come carote e cipolle) chiedono invece meno acqua ma con assoluta regolarità: somministrazioni a intermittenza provocano spaccature delle parti vegetali.
Ricordiamo che le aiuole dell’orto si innaffiano per infiltrazione laterale oppure con sistemi a goccia o a tubo poroso, evitando di bagnare il fogliame delle piante per non favorire lo sviluppo di malattie fungine.

La pacciamatura del terreno con teli neri sintetici è utile per limitare la dispersione di umidità, evitando anche lo sviluppo di infestanti. In alternativa, occorre effettuare frequenti sarchiature, lavorando delicatamente il terreno intorno agli ortaggi per evitare che si formi una crosta superficiale indurita e impermeabile. Le malerbe si asporteranno manualmente, prima che vadano a seme.

Consigliamo di provvedere a rincalzare le piantine ancora giovani, messe a dimora verso fine primavera, addossando un po’ di terriccio fresco al fusto, così che la parte basale sia protetta dal seccume. Questa operazione è utile anche per ottenere finocchi e gambi di sedano (dopo aver legato i cespi) con cuore tenero e croccante.

La cimatura nell’orto

La cimatura dei germogli è un’operazione indispensabile per ottenere frutti di buona qualità da angurie, cetrioli e meloni. Quando poi si sono formati i frutti occorre scegliere i migliori, conservandone solo 3-4 per esemplare (di più sui cetriolini nani). Anche i pomodori richiedono una cimatura per evitare che i rami crescano troppo in altezza.
Su di loro si effettua anche un’operazione detta sfemminellatura, con cui si eliminano i germogli che nascono all’ascella dei rami principali: si otterranno così frutti più grossi e di migliore qualità.

Non va trascurato di proteggere le aree seminate nell’orto, o recentemente piantumate con giovani esemplari acquistati in vaschette, dal sole forte utilizzando graticci o teli ombreggianti opportunamente tesi (non devono appoggiarsi sul suolo o sulle piantine). Di notte, se possibile è bene sollevare le strutture protettive per esporre le piantine alla benefica umidità notturna e garantire una buona circolazione d’aria.
Ricordatevi di proteggere adeguatamente gli ortaggi dai forti temporali estivi, tenendo a portata di mano delle reti antigrandine da tendere su palerie a “V”.

Il ricambio delle colture prevede in estate la pulizia delle aiuole dell’orto dove sono giunte a termine le produzioni tardo-primaverili. Dopo aver vangato e concimato il suolo, si possono mettere a dimora gli ortaggi che matureranno in tarda estate e in autunno (cavoli, cavolfiori, finocchi, lattughe a cespo, radicchi rossi, porri) rispettando i principi della corretta rotazione (mai ortaggi della stessa famiglia nella medesima parcella).

I tutori per gli ortaggi

Molti ortaggi tipicamente estivi danno buoni risultati solo se vengono dotati di idonei supporti.
I fagioli e fagiolini si fanno crescere su reti di plastica a maglia larga tesi da pali di supporto; in alternativa si possono predisporre sottili cavi d’acciaio a cui legare i fusti con piattina metallica o rafia.
I pomodori si sviluppano su un sistema di tutori in bambù disposti a “V” rovesciata o su grigliati in legno estensibili. Esistono anche dei sostegni metallici a spirale, sui quali le piante si sviluppano bene e assumono anche un aspetto particolarmente originale e decorativo.
Le zucche rampicanti possono essere fatte crescere anche lungo una rete di recinzione o su archi e pergole, ottenendo un effetto particolarmente gradevole.

La Raccolta delle erbe aromatiche

Le foglie destinate al consumo fresco si raccolgono preferibilmente a metà mattina (la tradizione consiglia di farlo con Luna crescente), dopo che si è asciugata l’umidità notturna: è questo il momento di massima concentrazione di oli essenziali e principi attivi.
Rami e foglie destinate all’essiccazione si prelevano di pomeriggio, in modo che il sole abbia già asciugato bene la vegetazione. Stese su graticci o appese a testa in giù in mazzetti non troppo fitti, le erbe devono disidratarsi all’ombra, in luogo asciutto e ventilato.
Molte erbe aromatiche si conservano bene anche in congelatore; dopo aver raccolto e pulito le foglie, si trasferiscono in vaschette di alluminio con coperchio di cartone o in sacchetti etichettati.
Asciugate le foglie destinate ad aromatizzare l’olio un’ora all’ombra prima di essere inserite nelle bottiglie d’olio, da conservare ben chiuse.

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