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Pianta d’arancio: cosa sapere

Che l’arancia faccia molto bene alla salute è un dato di fatto.
Ma anche l’arancio, inteso come parti dell’albero (le foglie, i fiori e l’olio essenziale ricavato dalla buccia) fa altrettanto bene.
Inoltre: sapete che l’arancia è benefica non solo per via interna, ma anche applicata sul viso come maschera cosmetica?
I fortunati che abitano nelle zone costiere del Sud Italia o lungo la Riviera tirrenica fino alla Liguria possono pensare positivamente di piantare un albero d’arancio in giardino per ottenere in proprio i frutti, ma anche foglie e fiori (le profumatissime zagare) da utilizzare per salutari tisane.

Perché la spremuta d’arancio fa bene

La banale spremuta d’arancia non contiene solo la famosissima vitamina C, ma anche parecchie altre sostanze utili, come acido citrico e malico, zuccheri, vitamina A, B ed E, aminoacidi, pectine e sali minerali. Quindi la spremuta d’arancia non serve solo a scacciare influenze e raffreddori:

  • durante l’estate ripristina l’equilibrio salino dell’organismo molto meglio degli integratori sintetici in commercio
  • disseta e nutre
  • stimola i succhi gastrici alcalinizzando l’ambiente dello stomaco (poiché non dà reazioni acide, è tollerato anche dai malati di ulcera)
  • protegge le pareti dei vasi sanguigni (è quindi indicato per gli emofiliaci)
  • contrasta il rachitismo ed è adatto ai diabetici per il suo contenuto in fruttosio
  • buona parte di queste proprietà valgono anche per le foglie, i fiori e l’olio essenziale.

Dove e come coltivare una pianta d’arancio

Da buona pianta mediterranea, l’arancio non sopporta il freddo: per fruttificare, e talvolta anche per vivere, ha bisogno di un clima mite, come si trova in Liguria, Campania, Calabria e Sicilia.
Nel Nord sopravvive nella zona dei grandi laghi, se viene protetto dai rigori dell’inverno in un’apposita serra, chiamata “arancera”, dotata di vetri mobili che vengono tolti durante la bella stagione.
Dove il clima è freddo, è indispensabile una serra fredda vetrata per far svernare la pianta, avendo cura di bagnarla ogni 2-3 settimane con acqua decalcificata, e solo se il terriccio appare asciutto.
Anche allevato in mezzi barili o in grandi vasi di terracotta (diametro 80 cm), l’agrume si svilupperà in altezza per almeno un paio di metri.
Necessita di una terra lievemente acida e di concimazioni abbondanti con un prodotto specifico per agrumi durante la bella stagione.
Se la pianta non fruttifica, può darsi che non sia stata impollinata, tocca allora a voi il ruolo degli “insetti pronubi”: con un pennellino spolverate delicatamente ciascun fiore, in modo da trasferire il polline da un fiore all’altro!

La raccolta delle parti utili dell’arancio

Le foglie vanno raccolte tra maggio e luglio, tagliando il picciolo, senza spogliare la pianta, si puliscono con un panno umido e si pongono a seccare su vassoi in strato sottile, in luogo ombroso e arieggiato.
I fiori si colgono in aprile-maggio e si essiccano allo stesso modo.
La raccolta dei frutti va effettuata quando hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente: al contrario di altre specie, infatti, le arance dolci non maturano dopo lo stacco dalla pianta (frutti “aclimaterici”); si tagliano i piccioli per non privare gli esperìdi – così si chiamano botanicamente – della rosetta; si serbano in ambienti freschi, asciutti e bui per un tempo variabile ma non superiore ai due mesi.

Le tisane calmanti con l’arancio

  • Contro l’insonnia: infondete 2 g di foglie fresche in una tazzina d’acqua bollente, dolcificate con miele di tiglio e bevete 15 minuti prima di coricarvi; oppure versate 3-5 gocce di essenza in una tazza di latte caldo da bere mezz’ora prima di andare a dormire.
  • Per calmare il bruciore di stomaco dell’inizio della gravidanza: frantumate 10 g di foglie secche in una tazza d’acqua bollente, lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate, fate intiepidire, dolcificate con miele d’acacia, bevete all’occorrenza.
  • In caso di cefalea: infondete 5 g di buccia o foglie o fiori (a seconda della disponibilità, comunque essiccati) in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, filtrate, fate raffreddare, bevete senza addolcire.

L’arancia sulla pelle

La polpa va schiacciata e il succo filtrato, le maschere si eliminano con acqua tiepida.
Ecco alcuni suggerimenti per utilizzare l’arancia sulla pelle del viso:

  • Tonificante: applicate degli impacchi preparati con 3 parti di succo e una parte di acqua di rose.
  • Rassodante: applicate per 10 minuti il succo.
  • Antirughe: applicate per 15 minuti la polpa.
  • Contro i pori dilatati e i punti neri: applicate una volta a settimana la polpa per 10 minuti.
  • Contro la pelle grassa: fate impacchi con la polpa o con il succo, per 20 minuti.
  • Contro ulcerazioni e ascessi: applicate cataplasmi di polpa cotta e intiepidita, per 30 minuti.

Cosa fare con la buccia degli agrumi

Poiché la buccia degli agrumi è utilissima come medicinale (contiene infatti sali minerali, pectina, acidi organici, flavonoidi e olio essenziale), è indispensabile utilizzare quella di agrumi non trattati.
Mangiata cruda, risveglia l’appetito grazie alle sue sostanze amare; inoltre una buccia intera mangiata ogni mattina a digiuno allontana la gotta.
L’elisir di buccia d’agrume è l’ideale per combattere la debolezza, la malinconia, il nervosismo e anche la cattiva digestione: macerate per 3 giorni 30 g di buccia di un frutto maturo in 200 g di alcol a 60°, prendetene un cucchiaino prima dei pasti.

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