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Paphiopedilium

Il Paphiopedilium, della sottofamiglia delle Cypripedioideae, è conosciuto anche come “orchidea scarpetta” ed è uno dei generi d’orchidea più conosciuti, apprezzati e coltivati del mondo. Il suo fiore è strutturalmente unico nel suo genere, caratterizzato dal tipico labello a forma di pantofola e dalla colonna a forma di scudo. Il Paphiopedilum ama condizioni di luce tenue e non sopporta la luce piena del sole, che potrebbe bruciarne le foglie.

ANNAFFIATURA 

Il Paphiopedilium sviluppa una buona crescita in presenza di un substrato più umido della maggior parte delle altre orchidee epifite. Le sue radici sono molto delicate e desiderano che il composto sia sempre umido anche se non zuppo. Per questo motivo è bene usare per il substrato del bark puro, con aggiunta di torba e/o foglie di faggio tritate, in modo che assorba più acqua e rimanga umido più a lungo. Con un composto di questo tipo, si può quasi fare a meno di ogni fertilizzazione.

RINVASATURA 

Tutti i Paphiopedilium andrebbero rinvasati ogni due anni, in quanto il composto, essendo sempre umido, si degrada piuttosto velocemente causando l’asfissiamento delle radici dovuto al cattivo drenaggio. Il vaso deve avere le stesse dimensioni della pianta, così le radici, crescendo, occupano più velocemente lo spazio rimasto libero. Durante il rinvaso si possono effettuare le divisioni anche se è consigliabile tenere la pianta intatta il più a lungo possibile. 

TEMPERATURA 

Alcune specie del genere, provenienti da regioni montane, amano temperature fresche con minime invernali intorno ai 10°-12° e massime estive sui 25°, mentre altre, provenienti da regioni con clima più “tropicale” e caratterizzate da fiori multipli, amano temperature da serra calda con minime invernali intorno ai 16°- 18°.