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31 Manutenzione degli acquari

Il buon funzionamento di un acquario, oltre che dal corretto allestimento dello stesso, dipende anche da una manutenzione regolare e dalla pronta risoluzione di eventuali problematiche.

Interventi di pulizia.
Utilizzando un raschietto puliscivetro occorre provvedere con regolarità alla pulizia interna dei vetri dell’acquario, allo scopo di liberarli dai depositi di calcare e dalle alghe. Anche i filtri hanno bisogno di cure regolari (ogni 2-3 settimane): gli elementi filtranti vanno sciacquati con acqua tolta dall’acquario, sostituendo quelli più sporchi. Mai cambiare i filtri per intero e mai fare in contemporanea il cambio dell’acqua: meglio lasciar trascorrere 10 giorni tra un’operazione e l’altra. Dopo la pulizia che, nonostante le precauzioni prese, nuoce all’equilibrio biologico dell’acquario, occorre reintegrare i microrganismi utili con un bioattivatore.

Il cambio d’acqua.
Generalmente, tale operazione si affronta 1-2 volte al mese, con la sostituzione di una quantità d’acqua pari a circa il 30%. Qualora non si effettui per lunghi periodi, le condizioni all’interno dell’acquario possono diventare sfavorevoli, dannose o perfino letali per pesci, piante e microrganismi. La frequenza del cambio d’acqua varia comunque a seconda delle caratteristiche della vasca (numero di pesci e di piante, tipo di filtraggio ecc.). Occorre infatti intervenire ogni volta che i valori dei principali parametri chimici non corrispondano a quelli adatti alle specie ospitate nell’acquario. Un modo per rendere semplicissima e rapida l’operazione del cambio parziale dell’acqua e al tempo stesso pulire il fondo e gli elementi decorativi, è l’utilizzo di un aspiratore del fondo, macchinario composto da un sifone e da un lungo tubo di gomma con cui si eliminano i sedimenti di varia natura che si accumulano sul fondo dell’acquario. Per limitare lo stress dei pesci, ad ogni cambio addizionate sempre all’acqua prodotti biocondizionanti, che neutralizzano le sostanze nocive in essa presenti (metalli pesanti, cloro) e reinseriscono la flora batterica (indispensabile per ridurre la presenza di nitriti e ammoniaca dannosi per i pesci).

Controllo delle alghe.
Talvolta all’interno dell’acquario si verifica un eccessivo sviluppo di alghe, che lo rende sgradevole alla vista. Il proliferare delle alghe è un fenomeno che rivela la presenza di uno “squilibrio biologico” e, solitamente, dipende da più fattori:
- cattiva qualità dell’acqua dovuta a un eccessivo accumulo di nitrati e di altre sostanze che fungono da “fertilizzante” per le alghe (in genere come conseguenza di una presenza eccessiva di pesci rispetto alla vegetazione); 
- errata illuminazione (per esempio, eccessiva); 
- assenza o carenza o errata fertilizzazione. 
Il modo migliore per tenere le alghe sotto controllo è la prevenzione, sapendo che le piante sono la migliore difesa, poiché entrano in diretta concorrenza alimentare con le alghe. È importante scegliere, sin dall’allestimento, una vegetazione acquatica adeguata (per esempio, a rapida crescita) e qualche pesce “mangiatore di alghe”. Se le alghe sfuggono al controllo, sarà necessario ricorrere a prodotti alghicidi che, se usati correttamente, sono efficaci e sicuri per i pesci e le piante.